Autore: Giuseppe Iorio (Dom, 07/02/2010)
La dismorfofobia (dal greco dismorphé, ‘forma distorta’ e phobos, ‘timore’), o Disturbo di Dismorfismo Corporeo, è l’eccessiva preoccupazione per un difetto estetico che porta il soggetto a percepire la sua immagine in modo totalmente distorto.
Il dismorfofobico può realmente avere un lieve difetto fisico, che viene enfatizzato a tal punto da diventare una vera ossessione. Ma può anche avere un aspetto esteriore del tutto normale, persino gradevole, e immaginare di essere così orribile alla vista degli altri da scegliere di evitare ogni contatto sociale.
Circa un anno e mezzo fa, il Daily Mail si è occupato del caso di Danielle Nulty, una giovane donna inglese molto graziosa che, a partire dall’età di 13 anni, aveva iniziato a percepire il suo volto come orrendo.
Danielle trascorreva ore e ore davanti allo specchio, fissando con tormento la sua immagine e trovando il suo volto sempre più deforme e segnato dalle rughe. Convintasi definitivamente di avere l’aspetto di un’ottantenne, aveva smesso di frequentare persone e di uscire da casa.
Per sua fortuna, all’età di 24 anni le era capitato di vedere in TV un documentario sulla dismorfofobia grazie a cui aveva capito di essere vittima di una patologia specifica. Si era così rivolta a degli specialisti ed era riuscita, grazie alla psicoterapia e all’utilizzo di farmaci, a controllare il proprio disturbo, tanto da tornare a una soddisfacente vita di relazione.
Altri casi di dismorfofobia, sempre testimoniati sul Daily Mail, sono quelli di Racheal Baughan, Rebecca Owen e Cassi Jones. L’articolo Four beautiful women - and four startling images that show how THEY see themselves contiene le testimonianze dirette di Danielle, Racheal, Rebecca e Cassi, oltre alle fotografie delle quattro donne e le immagini generate grazie a un programma di fotoritocco di come loro percepiscono la loro esteriorità.
Un recente studio psichiatrico, pubblicato sulla rivista Archives of General Psychiatry e condotto dai ricercatori della prestigiosa UCLA (University of California, Los Angeles), ha scoperto che la dismorfofobia sarebbe dovuta all’alterazione dell’attività di alcune aree cerebrali.
Sono stati analizzati 34 individui, metà dei quali dismorfofobici. Si è notato che, quando questi ultimi guardavano foto che ritraevano il proprio volto, erano registrabili diverse anomalie nel funzionamento dei centri che regolano la visione e del sistema fronto-striatale, area collegata ad altri comportamenti compulsivi come il gioco d’azzardo patologico.
I ricercatori dovranno ora cercare di capire se tali disfunzioni neurali sono causate da eventi traumatici oppure sono innate.
Foto: © Daily Mail
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Un'esibizione veramente incredibile. Bellissime e bravissime!