Salute

Anoressia: che cosa è, come si manifesta

L’anoressia nervosa è un disturbo mentale sempre più frequente nella popolazione giovanile. Le caratteristiche più salienti.

Autore: Arianna Bernardini (Gio, 30/04/2009)

Anoressia nervosaL’anoressia (anche detta anoressia nervosa) è un disturbo alimentare grave che può portare al deperimento fisico e a una serie di patologie anche gravi. Tra queste ci sono problemi alla funzionalità renale e a quella cardiaca, disturbi al sistema endocrino e gastrointestinale, osteoporosi e fragilità ossea (che può produrre anche fratture spontanee), alterazioni dermatologiche (per esempio cute secca, unghie fragili, perdita di capelli).

Normalmente l’anoressia parte da una dieta sempre più rigorosa, che finisce per diventare una vera e propria guerra a qualsiasi forma di alimentazione.

Spesso la quantità di cibo che si crede di avere ingerito in quantità eccessiva viene espulso a forza inducendo diarrea o vomito. In quest’ultimo caso, ai danni causati dalla malnutrizione si aggiungono lesioni all’esofago e allo smalto dentario causati dalla fuoriuscita del liquido gastrico ad acidità elevata.

Come si può riconoscere se un certo comportamento alimentare è di tipo effettivamente anoressico e quindi è classificabile come un vero e proprio disturbo mentale? Il riferimento ufficiale adottato dalla comunità scientifica per diagnosticare l’anoressia – come qualsiasi altra forma di disturbo mentale – è il DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders) dell’American Psychiatric Association.

Gli indicatori associati all’anoressia sono:

  • rifiuto ostinato di mantenere il peso al di sopra di una soglia minima definita normale (si può considerare anoressico un soggetto che ha un peso inferiore all’85% di quello previsto in relazione all’età e all’altezza o in riferimento all’indice di massa corporea, che non deve essere minore di 17,5);
  • forte paura di acquistare peso o di diventare obesi, anche quando si è in una condizione di sottopeso;
  • alterazione della percezione del peso o della forma del corpo, con rifiuto di ammettere la gravità dell’attuale condizione di sottopeso, a cui corrisponde un’esagerata attribuzione di importanza del peso e della forma del corpo sull’autostima;
  • nelle femmine dopo il menarca, il frequente disturbo amenorreico (o amenorrea), ossia l’assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.

Si possono anche reiterare azioni finalizzate a contrastare l’assimilazione dei nutrienti dopo avere al consumato i pasti, come il vomito autoindotto, l’assunzione di lassativi e diuretici o la pratica di clisteri.

Foto: Katie Tegtmeyer (Flickr)

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