Salute

Abbronzatura e raggi ultravioletti, raggi UV-A, raggi UV-B, raggi infrarossi

Perché per abbronzarsi è necessario prendere il sole gradualmente e utilizzare prodotti solari adeguati a proteggere la pelle dai raggi UV e dai raggi infrarossi?

Autore: Arianna Bernardini (Gio, 26/03/2009)

Quando si parla di esposizione al sole è inevitabile fare riferimento ai raggi solari dannosi alla nostra pelle.

Cosa sono esattamente raggi ultravioletti, raggi UV-A, raggi UV-B e raggi infrarossi?

Il Sole emette radiazioni che ovviamente raggiungono anche la Terra. In particolare, sul nostro pianeta arriva il 37% di radiazioni solari visibili perché sotto forma di luce; le altre radiazioni solari consistono invece per il 3% in raggi ultravioletti e per il 67% in raggi infrarossi.

I raggi ultravioletti (o raggi UV, dove UV sta per ‘ultraviolet’, ovvero ‘ultravioletto’) sono arbitrariamente suddivisi in tre categorie: raggi UV-A, raggi UV-B e raggi UV-C.

Mentre i raggi UV-C non sono in grado di penetrare l’atmosfera che circonda la Terra, i raggi UV-A e UV-B riescono a infiltrarsi attraverso gli strati atmosferici.

I raggi UV-A e i raggi UV-B portano con sé le radiazioni che permettono alla nostra pelle di cambiare colore poiché a livello del derma provocano una maggiore produzione di melanina, il pigmento bruno-nerastro derivante dal metabolismo dell’amminoacido tirosina e presente, in forma di granuli, nel nostro organismo nell’epidermide, nei capelli, nei peli e nell’iride dell’occhio. In pratica, il colore della pelle dell’uomo è dovuto proprio alla melanina: più alto è il suo valore e più la pelle è scura, come nel caso delle persone di colore. Di contro la mancanza congenita di melanina determina il fenomeno dell’albinismo, in cui la pigmentazione di pelle, capelli, peli e iridi risulta chiarissima. Nella fattispecie la melanina dermale è generata dai melanociti, situati nell’area basale dell’epidermide.

L’esposizione ai raggi UV provoca una maggiore produzione di melanina e l’effetto noto a tutti noi è quello che chiamiamo abbronzatura.

Entrando nello specifico, i raggi UV-A giungono fino al derma, lo strato profondo e più compatto collocato sotto l’epidermide e costituito da tessuto connettivo, dove si ha il deterioramento di collagene, elastina e capillari. È proprio qui che accade il fenomeno di invecchiamento della pelle dovuto all’esposizione solare, contestualmente alla riduzione dell’elasticità della pelle con la conseguente comparsa di rughe.

I raggi UV-B invece sono meno invasivi dei raggi UV-A poiché svolgono la loro azione soltanto sulla superficie dell’epidermide, lo strato più superficiale della pelle. Pur tuttavia i raggi UV-B hanno la capacità di penetrare nel nucleo delle cellule epidermiche e tra le conseguenze peggiori vi è l’alterazione del DNA che può comportare la manifestazione di formazioni tumorali quali neoplasie e melanomi, ossia la genesi patologica di cellule che causano tumori cutanei maligni.

Infine i raggi infrarossi sono radiazioni elettromagnetiche il cui esito sull’organismo è la cosiddetta vasodilatazione cutanea: il calibro dei vasi sanguigni aumenta e dà luogo a varie patologie, sia cutanee (es, couperose) che vascolari.

Alla luce di questo, si comprende facilmente quanto sia importante prendere le dovute precauzioni per esporsi al sole per la tanto agognata tintarella.

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