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Commercio equo e solidale, comprare alimenti e oggetti nelle "botteghe del mondo"

Il commercio equo e solidale è un approccio commerciale che valorizza la dignità dei lavoratori e la salvaguardia dell’ambiente.

Autore: Arianna Bernardini (Lun, 22/03/2010)

Commercio equo e solidale, comprare alimenti e oggetti nelle "botteghe del mondo"Per commercio equo e solidale (in lingua inglese ‘fair trade’) si intende quell’approccio alternativo rispetto al commercio convenzionale che si propone l’obiettivo di promuovere valori quali il rispetto per l’ambiente e per le persone, migliori condizioni di vita e trattamenti economici più dignitosi per i lavoratori, il riequilibrio dei rapporti tra i Paesi del Nord e quelli del Sud del mondo.

Questi scopi possono essere raggiunti, in primo luogo, mediante le attività commerciali vere e proprie e, in secondo luogo, accrescendo la consapevolezza del consumatore in merito ai prodotti che acquista e alle modalità attraverso cui tali prodotti giungono alla vendita, informandolo sulle regole spietate tipiche del commercio internazionale, che in nome della massimizzazione del profitto spesso sfrutta i lavoratori e viola qualsiasi loro diritto.

Il commercio equo e solidale mira a garantire ai piccoli produttori che operano nei Paesi meno sviluppati un accesso al mercato tale da consentire loro di raggiungere condizioni di autosufficienza economica.

E lo fa, per esempio, attraverso la pratica del prefinanziamento. Nel commercio tradizionale, i pagamenti della merce avvengono con ritardo e dunque i produttori devono assumersi da subito l’onere dei costi per la produzione. Stando così le cose, i soggetti economicamente più deboli sono tagliati fuori dal mercato, non disponendo di capitali sufficienti a coprire le spese. In alternativa, i produttori sono costretti a ricorrere a finanziamenti illeciti, rimanendo invischiati nelle spire dell’usura.

Il codice di condotta vigente presso gli operatori del commercio equo e solidale prevede invece il prefinanziamento, ovvero il pagamento, da parte dell’importatore, del 50% circa del prezzo complessivo della merce al momento dell’ordine, il che consente agli artigiani e ai contadini di potere sostenere i costi per la produzione e dunque lavorare avvalendosi delle adeguate risorse.

Nel commercio alternativo si eliminano le intermediazioni speculative che fanno lievitare i prezzi. In questo modo, per ogni prodotto si può stabilire un prezzo equo, tale da garantire ai lavoratori trattamenti retribuitivi capaci di assicurare loro condizioni di vita decorose. Ai lavoratori viene inoltre assicurato il rispetto dei loro diritti, tra cui quello di svolgere le proprie mansioni in un ambiente salubre e nel rispetto delle norme di sicurezza.
Non è ammesso in alcun modo lo sfruttamento del lavoro prestato dai minori.

Nell’ambito del commercio equo e solidale, molta attenzione viene prestata anche alla salvaguardia dell’ambiente, dal momento che vengono favorite le lavorazioni biologiche che adoperano materiale possibilmente riciclato e che riducono al minimo l’industrializzazione meccanica. Si provvede altresì a redistribuire le risorse a beneficio delle comunità locali, costruendo strade, ospedali e scuole.

I prodotti alimentari tipici che il commercio alternativo offre ai consumatori sono riso, pasta, legumi, tè, infusi, caffè, cacao, zucchero di canna, miele, orzo, spezie, frutta secca, miele, caramelle, cioccolato, crema di nocciole, biscotti, succhi di frutta.

Per quanto concerne i prodotti artigianali, troviamo oggetti di arredo di vario tipo (tavolini, sedie, specchi, lampadari), oggetti per la cucina (tazze, bicchieri, piatti, posate), oggetti decorativi (vasi, arazzi, candele), ma pure giocattoli, articoli di abbigliamento e accessori di abbigliamento, bomboniere e tanto altro.

Sostenere il commercio equo e solidale in qualità di consumatori consapevoli significa prendere coscienza dei meccanismi perversi che regolano l’economia della società contemporanea e sottoscrivere un’idea del reale che prenda le distanze dal cosiddetto “Pensiero Unico” di matrice neoliberista − che considera il profitto economico il solo scopo che muove le attività umane. Uno scopo da raggiungere, per esempio,  corrispondendo salari assai ridotti ai lavoratori dei Paesi meno sviluppati, per contro costretti a turni massacranti, e danneggiando seriamente l’ambiente nel quale viviamo − e contempli la possibilità che un modello economico diverso da quello attualmente predominante sia realizzabile o, quanto meno, auspicabile.

Per scoprire quali sono le botteghe del mondo (molte effettuano vendita on line di prodotti) della vostra città, è sufficiente digitare "commercio equo e solidale" seguito dal nome della località in un qualsiasi motore di ricerca.

Foto: © Neliana Georgieva | Dreamstime.com

Campagna Altromercato per il Diritto al Cibo a Geo&Geo

Il commercio equo e solidale – Sviluppare economia e società

Commercio equo e solidale e le botteghe del mondo

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