Autore: Arianna Bernardini (Dom, 05/07/2009)
Chi vive in una grande città è costretto a misurarsi ogni giorno con gli spazi caotici e spesso angusti delle strade cittadine e delle aree pesantemente cementificate. Praticare sport all’aria aperta in questi ambienti è possibile solo in luoghi delimitati come le ville e i parchi, spesso di dimensioni molto ristrette, o nelle rare zone attrezzate per svolgere attività sportive.
C’è però chi non è disposto a lasciarsi opprimere dalla città e accettare di fare workout solo nelle palestre e in pochissimi altri luoghi. Per questi innovatori dello sport tutta la città non è altro che un’enorme palestra, che offre in ogni angolo delle opportunità di allenamento. E questo approccio originale alla dimensione urbana nel tempo ha assunto il carattere di una vera e propria disciplina: il parkour.
Il parkour è stato inventato in Francia da David Belle alla fine degli anni ’80. Costretto a trasferirsi dalla campagna a Lisse, un sobborgo di Parigi, il giovane David decise di rimanere fedele al suo stile di vita all’aria aperta anche in un ambiente in cui muri e strade d’asfalto rappresentavano l’unico scenario a cui doversi adattare. Lentamente ha iniziato a guardare questi spazi non sentendoli più come delle costrizioni limitanti, ma come delle vere e proprie opportunità: ogni barriera architettonica e ogni ostacolo sulla strada sono diventati dei veri e propri attrezzi, da sfruttare per inventare qualche particolare movimento utile per superarli.
Proprio questa è la filosofia di fondo del parkour: creare particolari percorsi attraverso la giungla urbana, sfruttando ogni impedimento e ogni situazione che ci si trova sul cammino come un’occasione per inventare un nuovo modo per andare avanti. Ogni barriera diventa così uno stimolo e in ogni passaggio si spinge la mente a inventare una soluzione valida e atletica per procedere oltre.
I praticanti di questo sport vengono chiamati “traceur”, creatori di percorsi, sottolineando in questo che il parkour è proprio una disciplina nata per confrontarsi con gli spazi cittadini in un rapporto positivo e creativo.
Attenzione però: non ci si improvvisa traceur. Per praticare tutte le evoluzioni che l’arte del parkour prevede – o di inventarne di nuove se si è abbastanza fantasiosi e audaci – serve un buon livello di allenamento e una certa confidenza con le tecniche di base. Per esempio si deve imparare ad atterrare e a cadere. Una delle basi della disciplina è infatti il superamento degli ostacoli tramite salti o volteggi, per cui la capacità di ritornare al suolo senza danni è fondamentale.
Un buon traceur è in grado di effettuare salti di precisione, deve avere un grandissimo senso dell’equilibrio, una certa dose di spericolatezza e un ottimo senso della situazione per capire volta per volta quale soluzione tecnica applicare per oltrepassare l’ostacolo. In qualche caso bisogna interpretare le pareti verticali come se fossero delle scale o delle superfici solo leggermente oblique. Non è infrequente vedere un traceur esperto scalare rapidamente dei muri più alti della propria testa come farebbe l’uomo ragno o qualche altro supereroe: è solo questione di applicare la giusta tecnica e avere una muscolatura ben allenata.
Il sito italiano Parkour.it [www.parkour.it] presenta nei dettagli questa disciplina molto diffusa soprattutto in Francia e in Inghilterra, ma apprezzatissima anche negli Stati Uniti. Il sito propone e spiega una serie di tecniche utili ad affrontare numerosi tipi di barriere e permette di partecipare attivamente inserendo contributi ed esperienze personali. Chi invece volesse approfondire ulteriormente la disciplina può visitare il forum britannico dedicato al parkour [www.parkour.org.uk] in cui confluiscono le esperienze della comunità di traceur inglesi. Un altro sito ricchissimo di informazioni e contenuti è UrbanFreeFlow.com [www. urbanfreeflow.com], dove è anche possibile conoscere luoghi e appuntamenti in cui i più grandi traceur si incontrano per dare spettacolo con le loro acrobazie.
Il video che vi proponiamo presenta una serie di movimenti anche estremi di prakour. Ovviamente, il suggerimento che vi diamo è di non imitarli se non siete bene allenati: il rischio di arrecare dei danni a muscoli, ossa e tendini è consistente!
Foto: Siro Micheroli (da www.urbanfreeflow.com)
Dieta help!
(24/02/2012 - 20:02)
Ciao c'è qlc che sta facendo la chetogenica?aiuti,suggerimenti,proposte sono ben accetto!!
Ciao buona serata!
HELP
(08/02/2012 - 19:05)
ciao a tutti...
salve a tutti!
(20/01/2012 - 15:42)
una saluto a tutti voi di "Fitness People" da CAT Italia!!!
Prova
(09/01/2012 - 13:49)
We!!! Prova!
da oggi parto con la dieta zona!!!
(21/12/2011 - 18:51)