Fitness

Resistenza o capacità aerobica - Definizione, aspetti fisiologici e allenamento

La resistenza dipende in massima parte dal VO2Max, la massima potenza aerobica di un individuo. Aspetti biochimici e fisiologi. Gli effetti dell’allenamento.

Autore: Arianna Bernardini (Ven, 06/03/2009)

Una buona definizione della resistenza è l’attitudine che un organismo ha di sostenere uno sforzo prolungato nel tempo. Un atleta con elevata resistenza è in grado di effettuare un certo tipo di attività fisica per un periodo protratto, ripetendo un numero elevatissimo di volte lo stesso schema motorio. Un nuotatore sulla lunga distanza, un corridore di fondo, un ciclista sono degli esempi di atleti che per ottenere dei risultati importanti necessitano di una grande resistenza fisica.

Dal punto di vista biochimico, la resistenza, detta anche capacità aerobica perché l’energia prodotta e impiegata proviene dal consumo di ossigeno respirato, si può intendere come la quantità totale di ATP che il sistema aerobico è in grado di sintetizzare.

Questa sintesi deriva innanzi tutto dalle fonti energetiche dell’organismo utilizzate, che possono essere sia grassi che carboidrati, a loro volta dipendenti dalle scorte di glicogeno epatico e muscolare presenti nell’organismo.

La demolizione di grassi e carboidrati è un processo di combustione che richiede l’utilizzo di ossigeno, acquisito per via respiratoria e distribuito mediante il sistema cardiocircolatorio. In questo senso, la resistenza generale di un organismo è funzione della capacità muscolare, della ventilazione e della buona funzionalità dell’apparato cardiocircolatorio.

Tutti questi fattori contribuiscono a definire il VO2Max (volume di ossigeno massimo), che può essere denominato anche massima potenza aerobica (MPA), consumo massimale di ossigeno, massimo consumo volontario di ossigeno, capacità di lavoro aerobico o anche potenza aerobica di picco.

In sintesi è la massima quantità di ossigeno che può essere impiegata nell’unità di tempo da una persona, durante un’attività fisica in cui lavorano grandi gruppi muscolari, con un’intensità progressivamente crescente e prolungata fino all’esaurimento. In altri termini il massimo consumo di ossigeno può essere inteso come una misura globale e integrata della massima intensità di esercizio che un individuo è in grado di sopportare per periodi di tempo protratti.

Ecco la formula che definisce la massima potenza aerobica:

VO2Max = Frequenza cardiaca x Gittata sistolica x Differenza artero-venosa di ossigeno

Specificamente:

  • la frequenza cardiaca rappresenta il numero di pulsazioni cardiache al minuto;
  • la gittata sistolica è il volume di sangue che fuoriesce dal ventricolo sinistro del cuore in corrispondenza di ogni contrazione (sistole);
  • la differenza artero-venosa di ossigeno rappresenta la quantità di ossigeno che le cellule sono in grado di estrarre dal circolo sanguigno al momento in cui il sangue passa nei capillari e quindi è funzione della ventilazione polmonare, della quantità e dell’efficienza dei globuli rossi e dell’emoglobina contenuta, della densità dei capillari presenti nei muscoli, della presenza di fibre rosse (molto vascolarizzate e ricche di mitocondri) nel tessuto muscolare, del numero, dimensione ed efficienza degli enzimi che agiscono come catalizzatori delle reazioni energetiche e infine del numero, dimensione ed efficienza dei mitocondri.

Il calcolo del VO2Max di un soggetto può essere effettuato direttamente utilizzando delle apparecchiature da laboratorio. Esistono però anche dei metodi indiretti che correlano il VO2Max alla massima frequenza cardiaca, attuabili mediante vari attrezzi che permettono di misurare il lavoro effettuato in relazione a un determinato tempo.

L’allenamento incide solo al massimo per il 30% nell’aumento della massima potenza aerobica e quindi della resistenza. In larga parte dipende dalla struttura fisica e fisiologica predisposta geneticamente: la frequenza cardiaca infatti solo in minima parte è modificabile in seguito a un allenamento specifico, mentre la gittata sistolica aumenta all’inizio dell’allenamento poi si stabilizza senza subire ulteriori variazioni.

Nell’allenamento della resistenza bisogna distinguere tra una resistenza generale e una specifica. 

  • La resistenza generale rappresenta la capacità di un organismo di sostenere uno sforzo che interessa larghe masse muscolari e coinvolge tutto il corpo o larga parte di esso. Questo allenamento prevede attività che portano a migliorare l’adattamento alla fatica, indipendentemente dalla disciplina specifica in cui ci si allena. Gli esercizi finalizzati a migliorare questa capacità sono orientati a migliorare le prestazioni dell’apparato respiratorio e di quello cardiocircolatorio. 
  • La resistenza specifica interessa invece attività tipiche di una certa disciplina, che coinvolgono muscoli particolari e portano a una risposta a una serie di stimoli fisici specifici. Ogni disciplina prevede in questo senso delle metodiche di allenamento peculiari che portano l’atleta a migliorare la propria risposta in base alle attività che la disciplina richiede di svolgere. 

STAMPO LA NOTIZIA image
INVIO VIA E-MAIL image

Per scrivere un messaggio:

effettuo l'accesso

oppure

apro un nuovo account

oppure

Effettuo l'accesso con il mio account di Facebook

Ultimi post dei blog

image

MIMOLUTTOLO

Dieta help!
(24/02/2012 - 20:02)

 Ciao c'è qlc che sta facendo la chetogenica?aiuti,suggerimenti,proposte sono ben accetto!! Ciao buona serata!  

image

ferruccio

HELP
(08/02/2012 - 19:05)

 ciao a tutti...

image

CAT-ITALIA

salve a tutti!
(20/01/2012 - 15:42)

 una saluto a tutti voi di "Fitness People" da CAT Italia!!!  

image

Luca970

Prova
(09/01/2012 - 13:49)

We!!! Prova!

image

federica88

da oggi parto con la dieta zona!!!
(21/12/2011 - 18:51)

image
image