Autore: Arianna Bernardini (Ven, 06/03/2009)
Quando si avvia un’attività sportiva intensa, bisogna sempre farlo in modo graduale, abituando il corpo ad affrontare prove progressivamente più dure senza sottoporlo a sbalzi o a sforzi che non è pronto a reggere. In questo senso, sia nei casi in cui si deve sostenere una competizione agonistica, sia in quelli in cui semplicemente si deve ricominciare un anno di palestra dopo l’interruzione estiva, occorre una stima della preparazione atletica di base.
Per preparazione atletica di base si intende il complesso di caratteristiche psicofisiche che contraddistingue una persona che si accinge ad affrontare una nuova attività sportiva. In sostanza, le condizioni in cui quella persona si trova prima di iniziare un ciclo di allenamenti.
Ovviamente ogni persona che sta per avviare un’attività fisica si trova in una condizione iniziale differente, in funzione delle caratteristiche della sua struttura corporea, dell’età, del livello di allenamento preesistente. Per esempio, un bambino che per la prima volta si accosta allo sport ha bisogno di essere seguito con estrema attenzione, anche dal punto di vista psicologico: un approccio troppo brutale o aggressivo, che non generi piacere nella pratica delle attività fisiche, può ottenere l’effetto di creare disagio e di allontanare dallo sport in modo difficilmente recuperabile. Questo perché la sua preparazione fisica di base è quasi nulla e occorre costruire il suo addestramento fisico praticamente da zero.
Al contrario, una persona di mezza età che dopo anni di inattività decidesse di iscriversi a una palestra incontra il problema opposto: un entusiasmo eccessivo che potrebbe portarlo a compiere esercizi dannosi per il suo corpo che non è più in grado di rispondere a determinate sollecitazioni. Infatti la sua preparazione fisica di base registra magari gli effetti di incidenti alle articolazioni, una massa adiposa eccessiva e inveterata, qualche problema cardiocircolatorio, o delle difficoltà respiratorie. Tutte condizioni limitanti che devono essere tenute in considerazione per non rischiare di trasformare l’attività fisica in un lavoro che produce conseguenze fortemente negative per la salute e il benessere del corpo.
Vediamo allora quali sono le pratiche preliminari a qualsiasi lavoro di allenamento sportivo finalizzate a definire la preparazione atletica di base.
Il primo step da compiere, assolutamente imprescindibile per qualsiasi soggetto che si accinge ad avviare un’attività fisica regolare, è una visita medico-sportiva. La finalità è di accertare la condizione psicomotoria del soggetto, identificando tutte le eventuali patologie che potrebbero essere aggravate da una pratica sportiva non adeguata e individuando i punti di forza e di debolezza della struttura fisica.
A completamento dell’indagine medica preliminare sullo stato fisico della persona c’è la valutazione della composizione corporea. Si tratta di una serie di test e analisi volti a determinare il rapporto tra la massa grassa e quella magra. In questo modo è possibile definire se e dove il soggetto ha necessità di perdere peso o di aumentare di massa e in che misura. Questi test richiedono spesso un esame dettagliato che può essere compiuto mediante una plicometria o tramite una bilancia impedenziometrica.
Successivamente si possono fare altri test riguardanti la valutazione della forza, della resistenza, della mobilità articolare, della velocità, della capacità respiratoria. Servono a dare un quadro della capacità del soggetto di rispondere correttamente alle sollecitazioni dei vari esercizi atletici. Ovviamente questi test dipendono dal tipo di disciplina sportiva che si intende avviare, per cui ovviamente il test di velocità nella corsa non viene effettuato se si sta per iniziare una stagione di nuoto, mentre la misurazione della forza diventa indispensabile se si sta intraprendendo un allenamento di body building o di pesistica.
Grazie alla registrazione delle condizioni di partenza, è possibile apprezzare i miglioramenti successivi nelle varie performance conseguenti all’allenamento, dando modo di calibrare sempre meglio il carico di attività che il trainer assegna all’atleta.
Avendo un quadro completo della situazione in cui versa il corpo dell’atleta è possibile definire e assegnare gli obiettivi che andranno via via raggiunti, definendo un piano di allenamento rigoroso. Inoltre si potranno dosare opportunamente i vari sforzi senza imporre al corpo un lavoro eccessivo e sfiancante o, al contrario, insufficiente a migliorare le proprie prestazioni.
Sarà compito del trainer della disciplina sportiva scelta studiare il percorso di allenamento che, partendo dalla condizione atletica iniziale, possa portare l’atleta a migliorare i propri risultati fino a ottenere prestazioni di grande rilievo.
Dieta help!
(24/02/2012 - 20:02)
Ciao c'è qlc che sta facendo la chetogenica?aiuti,suggerimenti,proposte sono ben accetto!!
Ciao buona serata!
HELP
(08/02/2012 - 19:05)
ciao a tutti...
salve a tutti!
(20/01/2012 - 15:42)
una saluto a tutti voi di "Fitness People" da CAT Italia!!!
Prova
(09/01/2012 - 13:49)
We!!! Prova!
da oggi parto con la dieta zona!!!
(21/12/2011 - 18:51)