Pilates - I sei principi del metodo Pilates
I principi di base del pilates.
Autore: Arianna Bernardini (Gio, 26/02/2009)
L’obiettivo principale di Joseph Hubertus Pilates, fondatore della disciplina che porta il suo nome, era di fondere mente e corpo in un’unica entità funzionante e dinamica, unendo tecniche delle discipline spirituali orientali alla dinamicità tipica delle discipline fisiche occidentali.
Nel pilates sia la mente che il corpo devono stabilire una forte relazione di concentrazione l’una verso l’altro per il controllo reciproco di intenzionalità ed esecuzione all’atto della realizzazione delle movenze. Il fine è il raggiungimento dell’armonia del movimento come prodotto dell’equilibrio psicofisico.
Gli esercizi di pilates, svolti gradatamente e secondo una precisa logica, coinvolgono progressivamente i muscoli del corpo insegnando ad avvantaggiarsi dei punti di forza e a compensare i punti di debolezza con il minor dispendio energetico possibile, eliminando inoltre la possibilità di infortuni e sintomatologia dolorosa posturale.
I principi basilari del metodo Pilates sono sei.
- Concentrazione. Il raccoglimento e l’attenzione mentali sono indispensabili per la corretta percezione di ciascun movimento compiuto dal corpo. La postura perfetta da mantenere durante lo svolgimento di un esercizio è effetto della consapevolezza.
- Controllo. La concentrazione conduce alla gestione di postura e movimenti, verificabili attraverso la cognizione della posizione delle diverse parti del corpo (testa, collo, spalle, torace, bacino, arti superiori e inferiori) di cui occorre avere il pieno controllo.
- Baricentro. Punto in cui si immagina concentrato tutto il peso del corpo, il baricentro ha massimo rilievo nel pilates poiché è anche il punto cruciale in cui converge la sinergia delle regioni addominale, dorsale e lombare.
Lo stesso J. H. Pilates definì powerhouse (‘casa della forza’)/girdle of strength (‘cintura di forza’) la zona tra il bacino e la parte finale della cassa toracica, includendo quindi i muscoli frontali quali retti addominali, obliqui e trasversi e i muscoli posteriori quali gran dorsali, quadrati dei lombi e glutei.
Tracciando due linee orizzontali arbitrarie, una all’altezza delle spalle e l’altra all’altezza delle creste iliache superiori, si ottiene la cosiddetta frame o box (‘cornice’) che, a sua volta, è attraversata da un’altra linea verticale arbitraria, detta linea centrale, che simboleggia il segmento su cui ha luogo l’equilibrio delle forze. Lavorando sull’equilibrio di linea centrale e cornice ci si esercita a mantenere assestato il baricentro.
- Fluidità. Derivante dalla forza del baricentro, la scioltezza, l’agilità e la grazia nei movimenti compongono la fluidità, che contrasta l’esecuzione di movimenti contratti causati dalla rigidezza muscolare.
- Precisione. Il controllo agisce anche sull’attenzione scrupolosa posta nell’esecuzione di movimenti coordinati e armonizzati tra loro al fine di incrementare il bilanciamento del tono muscolare e l’economia di movimento.
- Respirazione. Durante la sessione di allenamento, il ciclo di inspirazione ed espirazione deve avvenire in maniera fluida e deve coordinarsi con i movimenti eseguiti.
STAMPO LA NOTIZIA
INVIO VIA E-MAIL