Autore: Arianna Bernardini (Ven, 27/02/2009)
Creato da Joseph Hubertus Pilates (Mönchengladbach, Germania, 1880 – New York, USA, 1967), la pratica sportiva del pilates, che porta il suo nome, consiste in una tipologia di allenamento incentrata sul perfezionamento della forza e del tono muscolare, oltre che sulla coordinazione armonica tra corpo e mente, senza però puntare alla definizione della massa muscolare.
J. H. Pilates ebbe un’infanzia segnata da problemi di salute quali rachitismo, febbre reumatica e asma. Uno stato di salute fragile che superò grazie alla costanza applicata alla pratica del body building e di altri sport, tanto che posò per la realizzazione di carte anatomiche del corpo umano, appassionandosi egli stesso allo studio dell’anatomia.
Nel 1912 si trasferì dalla Germania, sua terra natale, in Inghilterra per intraprendere la carriera di istruttore di autodifesa per la polizia locale.
Con l’avvento della Prima Guerra Mondiale fu internato per un anno, insieme a dei connazionali, nel Lancaster; durante la segregazione continuò a praticare sport, sebbene in condizioni precarie, coinvolgendo anche i compagni di prigionia. Mise così a punto alcune sue teorie per il rafforzamento del corpo, guidato dalla mente. In seguito Pilates fu trasferito nell’Isola di Man, dove si scontrò con una realtà fatta di reduci menomati e infermi, per i quali Pilates si ingegnò a costruire attrezzature per la loro riabilitazione.
Nei primi anni Venti tornò in Germania, dove proseguì la creazione di macchinari per la rieducazione fisica. Trasferitosi quindi ad Amburgo per lavorare in qualità di addestratore per la polizia, conobbe Rudolph von Laban, coreografo e teorico del movimento, inventore della Labanotation (o cinetografia labaniana, linguaggio universale per la trascrizione della danza e, più in generale, del movimento). Von Laban introdusse una parte delle teorie di Pilates nei suoi insegnamenti rivolti alla danza; proprio da allora si instaurò il legame tra il mondo del ballo e quello che diventerà il metodo Pilates.
Pilates proseguì la sua vita negli Stati Uniti, a New York, dove aprì uno studio ed ebbe modo di organizzare sistematicamente la sua teoria e la sua tecnica che, inizialmente, diedero vita alla disciplina detta Contrology e imperniata sul Mat Work, allenamento a corpo libero svolto su un materassino (mat). Il lavoro di Pilates continuò, mise a punto nuovi strumenti e contemporaneamente le tecniche si raffinarono sempre più.
Prima di morire, Pilates chiese alla moglie Clara di proseguire la sua missione e affidò a Romana Kryzanowska il compito di diffondere il metodo Pilates.
Kryzanowska, giunta a New York negli anni ’30 per intraprendere la carriera nella danza classica presso l’ambito American Ballet (poi New York City Ballet), fu istruita da Pilates a insegnare la sua disciplina, attività che Kryzanowska portò avanti per 60 anni.
Pilates lasciò due libri sul suo metodo: Return to Life through Contrology e Your Health: A Corrective System of Exercising That Revolutionizes the Entire Field of Physical Education, ancora oggi in vendita.
Nel corso dei decenni il pilates fu oggetto di alcune trasformazioni da parte di istruttori sportivi con diverse scuole di pensiero alle spalle. C’è infatti chi apprezza di più gli esercizi a corpo libero e chi invece gli esercizi fatti con appositi attrezzi. Sta di fatto che istruttori di pilates non ci si improvvisa perché è necessario ottenere il riconoscimento da parte di una delle scuole specializzate.
Nel pilates mente e corpo entrano in relazione per conquistare l’armonia del movimento come effetto dell’equilibrio psicofisico. L’obiettivo primario del pilates, quindi, è di unificare corpo e mente in un’entità inscindibile e dinamica, concetto che Pilates formulò unendo alcune tecniche proprie delle discipline spirituali orientali con la dinamicità delle discipline sportive occidentali.
Il pilates, classificato tra le attività sportive di tipo anaerobico, è applicato in numerosi campi, dallo sport in generale alla danza nello specifico, dalla dieta dimagrante alla fisioterapia. Inoltre può essere praticato da un’ampia fascia di persone: adulti, adolescenti, bambini, anziani e anche donne in attesa (fino al quarto mese) e neo mamme (dal primo mese dopo la gravidanza).
Tra i benefici del pilates spiccano il perfezionamento della postura (è assai utile per combattere sintomatologie dolorose posturali) e il miglioramento di forza e tono muscolari (dorso, addome, braccia, glutei e gambe) oltre che delle funzioni legate all’apparato respiratorio e all’apparato circolatorio; inoltre può affiancare programmi di riabilitazione fisica in seguito a svariati eventi traumatici.
Al fine di fare conseguire una buona consapevolezza nell’avvantaggiarsi dei punti di forza, compensando contemporaneamente i punti di debolezza e agendo con la maggiore economicità energetica, con armonia e grazia nei movimenti, lo stesso Pilates postulò sei principi fondamentali:
Le sessioni di allenamento di pilates puntano altresì a fare guadagnare più fiducia in se stessi e autostima; un altro vantaggio è la riduzione dello stress anche grazie a esercizi a cui non occorre sottoporsi mediante serie di ripetizioni tipiche dell’allenamento tradizionale.
Dieta help!
(24/02/2012 - 20:02)
Ciao c'è qlc che sta facendo la chetogenica?aiuti,suggerimenti,proposte sono ben accetto!!
Ciao buona serata!
HELP
(08/02/2012 - 19:05)
ciao a tutti...
salve a tutti!
(20/01/2012 - 15:42)
una saluto a tutti voi di "Fitness People" da CAT Italia!!!
Prova
(09/01/2012 - 13:49)
We!!! Prova!
da oggi parto con la dieta zona!!!
(21/12/2011 - 18:51)