Dieta

La dieta Okinawa, lunga vita e prosperità

L’isola di Okinawa vanta il primato della popolazione più longeva al mondo, fenomeno che gli studiosi attribuiscono alla dieta ipocalorica seguita dai nativi.

Autore: Arianna Bernardini (Mar, 18/05/2010)

La dieta Okinawa, lunga vita e prosperitàOkinawa è un’isola del Giappone, la maggiore dell’arcipelago delle Ryukyu, che risulta molto interessante agli occhi della scienza per via del fatto che i suoi abitanti sono i più longevi del mondo. La vita media di chi vive sull’isola raggiunge gli 82 anni e, dato ancor più sorprendente, la percentuale della popolazione con più di 100 anni è pari a cinque volte quella degli Stati Uniti (50 abitanti ultracentenari su 100.000 per Okinawa contro 10 abitanti su 100.000 degli USA).

La vita degli abitanti di Okinawa non è solo più lunga rispetto alla media, ma anche più sana. Essi godono di ottima salute, e gli anziani sono tendenzialmente snelli e mentalmente attivi in quanto meno soggetti a obesità e malattie degenerative.

Qual è il loro elisir di lunga vita? Pare che il segreto sia nella loro alimentazione tipica, un regime alimentare a basso contenuto calorico, povero di grassi ma ricco di proteine e fibre. Sull’isola di Okinawa si consumano grandi quantità di soia e dei suoi derivati (tofu e miso), si mangiano quotidianamente frutta, verdura, cereali integrali, legumi secchi, pesce e alghe konbu. La carne viene mangiata in quantità moderata e il consumo di alcool e di zucchero è assai modesto.

Gli isolani preferiscono dunque alimenti caratterizzati da densità calorica bassa, capaci di saziare con rapidità e di limitare la quantità di scorie prodotte dall’organismo. In media, un abitante di Okinawa assume 1.800 calorie al giorno, contro le 2.200 di un europeo e le 2.500 di uno statunitense.

La dieta Okinawa è un regime alimentare particolarmente adatto a rafforzare il sistema immunitario: i cereali e i legumi rendono l’organismo più resistente all’azione di batteri e virus, i prebiotici (presenti nella cipolla, nell’aglio, nei carciofi e nel miele) e i probiotici (presenti nel miso e nel tofu) sono utili per mantenere efficiente la flora intestinale e contrastare così lo sviluppo di microrganismi dannosi assorbiti con gli alimenti. Il tofu e gli altri derivati della soia sono inoltre ricchi di isoflavonoidi, sostanze simili agli estrogeni e in grado di combattere l’osteoporosi, favorendo l’assorbimento del calcio.

La ridotta quantità di calorie presenti nella dieta Okinawa rende la digestione più agevole e, di conseguenza, limita la produzione di radicali liberi, tanto maggiore quanto più la digestione è lunga e difficoltosa. Anche la scarsa quantità di zucchero contribuisce alla buona salute dell’organismo: quando si mangiano zuccheri, il pancreas secerne insulina. Alcuni studi clinici hanno dimostrato che un eccesso di questo ormone può danneggiare le cellule e provocare l’insorgenza del morbo di Alzheimer.

Infine, pesce e alghe contengono acidi grassi omega-3, che giovano sia al cuore, migliorando la circolazione e prevenendo le patologie cardiovascolari, che al cervello, conferendo fluidità alle membrane delle cellule nervose e sostenendo la capacità di concentrazione e la memoria.

Foto: © Denys Kurbatov | Dreamstime.com

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