Autore: Arianna Bernardini (Mar, 12/01/2010)
Quando andiamo al ristorante, la scelta di piatti e pietanze che ordiniamo non è totalmente libera, cioè non dipende soltanto dalla nostra volontà. Le preferenze dei nostri commensali sono in grado di condizionarci, anche se non ce ne rendiamo conto.
A sostenerlo è una ricerca pubblicata sul Journal of Consumer Research, ideata e condotta da Alexandre Steyer della Sorbona di Parigi e Pascale Quester dell'Università di Adelaide, che hanno esaminato la scelta delle pietanze da parte dei clienti del ristorante Flam’s di Parigi.
I due studiosi hanno analizzato il comportamento delle persone sedute allo stesso tavolo che ordinavano portate e bevande selezionandole all’interno di un menù a prezzo fisso.
In base ai dati raccolti, i ricercatori hanno stabilito che noi tendiamo a scegliere pietanze differenti da quelle ordinate dai nostri commensali solo quando ciascuno di essi opta per un piatto differente oppure, al contrario, quando quasi tutti ordinano la stessa portata.
Tendiamo invece a seguire la scelta prevalente se una percentuale intermedia (tra il 30 e il 70%) delle persone sedute al nostro tavolo si orienta per la stessa pietanza.
Una riprova dell’influenza che gli altri esercitano sulle nostre scelte in fatto di alimentazione la fornisce uno studio apparso di recente sulla stessa rivista.
Un esperimento svolto da ricercatori americani e canadesi ha analizzato il comportamento di 210 studenti universitari, ai quali è stato chiesto di guardare un video e di servirsi liberamente degli snack offerti. Ad accompagnare ciascuno studente durante la visione del filmato c’era una presunta collega che, in realtà, era una complice dei ricercatori. La ragazza aveva il compito di servirsi per prima degli snack e di prenderne in porzioni diverse volta per volta.
Come previsto, si è potuto osservare che gli studenti adeguavano la quantità di snack mangiati alle porzioni prese dalla collega.
Del resto, sappiamo bene come i contesti sociali e le azioni altrui spesso influenzino il nostro modo di agire. E che questo accada anche durante i pasti non dovrebbe sorprenderci.
Le ricerche descritte dovrebbero renderci consapevoli dei meccanismi di imitazione che possono scattare quando mangiamo in compagnia. E indurci a scegliere coscientemente le portate e le porzioni che giovano di più alla nostra salute e che rientrano nelle nostre abituali scelte dietetiche.
Insomma, imporsi di resistere alle tentazioni di gola che invece altri commensali si concedono rappresenta un modo per affermare la nostra individualità anche a tavola.
Foto: © Corepix | Dreamstime.com
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