Dieta

Lo sport che si pratica determina la fame che si ha

Ciascuna attività sportiva determina un certo tipo di appetito al termine della sessione di allenamento. Una ricerca spiega in che modo.

Autore: Arianna Bernardini (Lun, 03/08/2009)

Qual è il rapporto tra ciascun tipo di attività fisica svolta e la fame che si prova al termine dell’allenamento?

Una ricerca condotta dal ricercatore David Stensel e sostenuta dalla British Heart Foundation mette in chiaro che non tutti gli sport inducono lo stesso rapporto con il cibo. Se al termine di una bella nuotata in acqua fredda si avverte una fame prepotente e insaziabile, non è lo stesso dopo avere fatto una bella corsa mantenendo un regime prevalentemente aerobico, come nel fondo e nel mezzofondo.

A determinare il tipo di appetito che si avverte dopo il training è l’azione antagonista di due ormoni: la grelina, che stimola la fame, e il peptide YY, che la soffoca. A scatenare la produzione di uno o dell’altro ormone nell’organismo è proprio il tipo di attività fisica che si effettua.

La ragione è semplice: l’organismo umano ha la capacità di orientare lo stimolo dell’appetito verso quei nutrienti che maggiormente sono necessari per sopperire al fabbisogno energetico e nutrizionale immediato. Chi per esempio ha compiuto una serie estenuante di sollevamenti di pesi, mettendo a dura prova la resistenza muscolare, al termine della sessione di allenamento desidererà mangiare soprattutto cibi ipercalorici e, più precisamente, iperproteici e ad alto apporto di carboidrati. Viceversa, chi ha appena concluso una corsa sui cinque chilometri ad andatura leggera, sentirà il bisogno di cibi freschi e idratanti, utili a reintegrare zuccheri di immediata assimilazione e liquidi. In questo senso, ciascuno sport combina opportunamente la produzione di ormoni in modo da spingere a nutrirsi prima possibile nel modo più appropriato.

Ovviamente, però, la sensazione di fame che si prova dopo il lavoro fisico non sempre corrisponde con gli obiettivi che si inseguono. Se per esempio si è deciso di nuotare a lungo a mare per bruciare calorie e dimagrire, bisognerà resistere all’impulso di andarsi a rimpinzare di alimenti molto calorici. Viceversa, se si vuole prendere peso, dopo una sessione di jogging utile a migliorare la resistenza aerobica bisognerà forzarsi e mangiare più di quanto istintivamente si sentirà il bisogno.

Traendo le somme, se si vuole dimagrire conviene scegliere sport che non sviluppino il senso di fame e se si vuole mettere peso bisogna lavorare su attività fisiche che stimolino a mangiare di più. Nel primo caso, l’ideale è proprio la corsa leggera o la camminata a passo spedito, che non aumenta la produzione di grelina. Nel secondo, il lavoro con i pesi tipico dei body builders o una mezz’ora di nuoto in acqua a temperatura abbastanza bassa può essere la soluzione migliore per invogliare ad aumentare le porzioni da consumare a pranzo e a cena.

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