Dieta

La frutta: si può mangiare a fine pasto?

In generale mangiare la frutta a fine pasto può causare gonfiori intestinali. Ma ci sono alcuni tipi di frutta che invece conviene consumare durante i pasti principali.

Autore: Arianna Bernardini (Gio, 07/05/2009)

Mangiare frutta dopo i pastiUna delle informazioni più diffuse riguardo la frutta è che se si mangia a fine pasto produce sgradevoli effetti indesiderati, come gonfiore addominale e iperproduzione di gas. La causa è da attribuire alla maggiore permanenza nell’intestino: mangiata da sola, la frutta rimane nello stomaco per un periodo brevissimo e percorre l’intestino in un tempo non superiore a un’ora, al termine del quale i suoi nutrienti vengono assorbiti completamente.

Quando invece la frutta viene assunta insieme ad altri cibi, amalgamata a questi dovrà seguire un percorso digestivo più lento, corrispondente a quello degli altri alimenti. In questo modo, attraverso l’intestino sarà facilmente soggetta a fermentazione con conseguente produzione di gas, cosa che normalmente non succede quando viene ingerita da sola. Questa fermentazione, peraltro, spesso coinvolge anche gli alimenti ricchi di amido, come i legumi, il pane, la pasta e il riso, per cui in generale è sconsigliabile mangiare frutta al termine di un pasto particolarmente ricco di carboidrati.

Il consiglio che allora solitamente viene dato è di consumare la frutta fuori dai pasti, preferibilmente a colazione, cosa che favorisce la reidratazione dell’organismo all’inizio della giornata, o a merenda. In effetti si tratta di un’indicazione sostanzialmente corretta, ma incompleta, perché non tutti i tipi di frutta si comportano allo stesso modo nel processo digestivo.

Limoni e agrumi, infatti, quando vengono abbinati alla carne o al pesce, favoriscono l’assorbimento del ferro.

L’ananas, in quanto contiene bromelina, agevola il metabolismo dei cibi molto proteici. Stesso effetto produce la papaia.

Le mele invece hanno la proprietà di non fermentare mai e in generale migliorano i processi digestivi. Per queste ragioni, tutti questi frutti possono essere assunti anche a fine pasto senza problemi.

Un ultimo suggerimento: anche fuori dai pasti principali può essere consigliabile evitare di consumare insieme frutta che contiene percentuali considerevoli di acido tartarico, malico o citrico, come gli agrumi, le albicocche e le ciliegie, con frutta particolarmente zuccherina, come i cachi, i fichi e l’uva, perché inducono delle stimolazioni all’alveo gastrico differenti.

Foto: FreeDigitalPhotos.net

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