Dieta

Solo la riduzione delle calorie rende efficaci le diete dimagranti

Una ricerca ha comparato diete con composizioni diverse di grassi, proteine e carboidrati, dimostrando che l’unico aspetto determinante per perdere peso è l’apporto calorico.

Autore: Arianna Bernardini (Gio, 02/04/2009)

Numerose diete partono dal presupposto che limitando un certo tipo di componenti alimentari a preferenza di altri si ottengono risultati più rapidi ed efficaci in relazione alla perdita di peso e alla riduzione della massa grassa. Per esempio, le diete low-carb puntano alla riduzione dell’apporto nutritivo dei carboidrati, mentre le diete ipoproteiche limitano al massimo l’ingestione di proteine. Inoltre molti studi, spesso basati su ipotesi di fondo non dimostrate dal punto di vista scientifico, presumono che imporre un regime alimentare che privilegia una certa tipologia di macronutrienti riducendone altri può produrre effetti vantaggiosi sul sistema cardiovascolare.

L’unico modo per dare una risposta chiara e scientificamente valida ai dubbi che ancora sussistono sull’efficacia delle varie diete, così come a definire le reali conseguenze che la limitazione dei vari macronutrienti produce ai fini della perdita di peso, è finora stato quello di realizzare una ricerca comparativa su vari soggetti tenuti in osservazione per un tempo sufficientemente lungo.

Per rispondere a questi interrogativi è stato realizzato lo studio dal titolo “Comparison of Weight-Loss Diets with Different Compositions of Fat, Protein, and Carbohydrates” (“Confronto di diete dimagranti con diverse proporzioni di grassi, proteine e carboidrati”), pubblicato sul New England Journal of Medicine. I risultati ottenuti dimostrano che l’unico fattore realmente significativo nella riduzione della massa grassa è la quantità di calorie fornita all’organismo in relazione a quante se ne consumano.

Per giungere a questa conclusione il team di studiosi ha tenuto sotto controllo le variazioni di peso di 811 adulti sovrappeso, che dovevano ovviamente dimagrire, per due anni consecutivi. I partecipanti alla ricerca sono stati suddivisi in quattro gruppi, ciascuno dei quali seguiva una dieta in cui era differente la proporzione tra grassi, proteine e carboidrati ingeriti regolarmente. Precisamente il primo gruppo assumeva il 20% di grassi, il 15% di proteine e il 65% di carboidrati, il secondo 20%, 25% e 55%, il terzo 40%, 15% e 45% e il quarto 40%, 25% e 35%. In sostanza due diete erano con grassi ridotti al minimo e due con molti grassi, mentre due erano con quantitativo di proteine alto e due con un contenuto proteico regolare. In tutte le diete venivano forniti alimenti ricchi di carboidrati con un basso indice glicemico. Inoltre tutti i partecipanti ricevevano un apporto calorico giornaliero inferiore di 750 kcal rispetto alla quantità di energia complessiva media bruciata in relazione alle attività svolte durante la giornata. Tutti i soggetti presi in esame erano tenuti a svolgere un programma di attività fisiche di 90 minuti settimanali di esercizi a intensità moderata. La percezione riscontrata di sazietà, fame e soddisfazione generale dichiarata dai partecipanti alla dieta era sostanzialmente uguale per tutti i soggetti, che peraltro hanno tenuto regolarmente un diario del loro comportamento alimentare.

Delle 811 persone che hanno iniziato il programma dietetico, il 40% era costituito da uomini. L’80% (645 persone) ha seguito regolarmente il regime alimentare prescritto per i due anni previsti dalla ricerca, partecipando regolarmente alle riunioni di controllo. Il risultato è che indipendentemente dal tipo di programma dietetico seguito, tutti i partecipanti hanno perso circa 4 kg, con il picco massimo dopo i primi sei mesi, in cui la perdita media riscontrata è stata di 6 kg, corrispondente a circa il 7% del peso corporeo iniziale.

La ricerca prova in modo chiaro che le diete dimagranti basate sull’apporto ridotto di calorie hanno un esito clinicamente apprezzabile sulla perdita di peso indipendentemente dal bilanciamento dei macronutrienti che compongono i programmi scelti.

Se si guardano poi le differenze nei fattori di rischio indotti al sistema cardiocircolatorio non si scorgono divergenze sostanziali tra i quattro gruppi: il livello del colesterolo, il valore dei trigliceridi, la pressione e il fattore di insulino-resistenza hanno subito un andamento analogo in tutte le persone sottoposte ai diversi regimi dietetici.

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