Autore: Arianna Bernardini (Dom, 29/03/2009)
La dieta privazione identifica le sostanze che possono essere responsabili di un’intolleranza alimentare. In questo senso non si tratta di una dieta finalizzata al dimagrimento, ma rientra in un insieme di accertamenti clinici che puntano a scoprire e a eliminare quei cibi che contrastano con il corretto metabolismo individuale.
L’individuazione degli alimenti verso cui si esplica un’intolleranza viene fatta per addizione a una base di alimenti minima verso cui si accerta l’assenza di problemi. In pratica si applica al paziente che denuncia disturbi da verosimile intolleranza alimentare una dieta basata su un insieme di cibi molto ridotto e normalmente innocuo: per esempio tè, pane, pasta, carne di vitello, pere e patate. Questo mix alimentare viene mantenuto per dieci giorni, al termine dei quali si verifica se il soggetto continua a riferire i disturbi che hanno portato al sospetto di intolleranza. Se la dieta ridotta non basta a eliminare i sintomi, allora l’intolleranza dipende da una delle sostanze contenute negli alimenti della dieta di partenza: in questi casi quasi sempre si rivela un’intolleranza al glutine.
Se invece non si avvertono più disturbi, si inizia ad aggiungere al programma alimentare un cibo alla volta, che viene mantenuto per 4 giorni al termine dei quali si verifica se sono ricomparsi i sintomi. Solitamente si iniziano a reintrodurre quegli alimenti che più difficilmente causano intolleranze. Ogni 4 giorni in cui non si riporta nessun fastidio si aggiunge un nuovo alimento, riportando la persona gradualmente a un piano alimentare più ampio e completo.
La dieta privazione viene applicata a quelle persone che dichiarano problemi assimilabili a quelli verosimilmente causati da un’intolleranza alimentare. Non presenta particolari controindicazioni a patto che si fornisca un apporto di sostanze nutritive quanto più possibile completo ed equilibrato, e che lo stato generale di salute dell’organismo sia buono, al di là dei problemi legati alla sospetta intolleranza.
Va rimarcato comunque che al fine di determinare quali alimenti possano generare un’intolleranza alimentare esistono oggi dei metodi più moderni e meno invasivi, che non implicano il ricorso a un piano alimentare drastico e pesante da gestire come la dieta privazione. In questo senso conviene ricorrere a questo strumento diagnostico solo se altri metodi – come in qualche caso accade – non hanno prodotto risultati significativi.
Dieta help!
(24/02/2012 - 20:02)
Ciao c'è qlc che sta facendo la chetogenica?aiuti,suggerimenti,proposte sono ben accetto!!
Ciao buona serata!
HELP
(08/02/2012 - 19:05)
ciao a tutti...
salve a tutti!
(20/01/2012 - 15:42)
una saluto a tutti voi di "Fitness People" da CAT Italia!!!
Prova
(09/01/2012 - 13:49)
We!!! Prova!
da oggi parto con la dieta zona!!!
(21/12/2011 - 18:51)