Autore: Arianna Bernardini (Gio, 05/03/2009)
La dieta Pritikin prende il nome dal suo ideatore, l’ingegnere Nathan Pritikin, che la sviluppò negli anni ’70 allo scopo di tenere sotto controllo i gravi disturbi cardiovascolari di cui era affetto. Pur non avendo una preparazione medica e potendo essere considerato a tutti gli effetti un nutrizionista dilettante, Pritikin fu in grado di comporre un piano alimentare che, coniugando l’alimentazione controllata a un’attività motoria ben articolata, poteva contribuire ad apportare alcuni reali benefici alla salute del sistema cardiocircolatorio.
Il suo metodo è stato pubblicato nel 1976 nel volume “The Pritikin Diet and Exercise”, raggiungendo in breve tempo una notorietà considerevole e ottenendo il sostegno di una parte della comunità medico-scientifica, per esempio ad opera delle ricerche di Dean Ornish a San Francisco, di Caldwell Esselsyn della Cleveland Clinic e di Hans Diehl, un epidemiologo che ha basato proprio sul metodo Pritikin il suo programma Coronary Health Improvement Project (CHIP-Progetto per il Miglioramento della Salute delle Coronarie), oggi integrato presso numerose comunità ed enti sanitari degli Stati Uniti e del Canada.
In sostanza, quello messo a punto da Pritikin è un regime dietetico a prevalenza vegetariana, che punta a limitare l’apporto di proteine e a bandire quasi tutti i grassi, mentre viene privilegiata l’assunzione di larghe quantità di carboidrati. Il pane, la pasta e il riso integrali, così come la frutta e la verdura sono gli alimenti di cui ci si può nutrire senza particolari limitazioni.
Proibiti invece la carne, il pesce, le uova, i formaggi grassi, il sale e i condimenti.
Tutti i cibi consentiti non sono da ingerire in quantità misurate, ma a volontà, avendo semplicemente cura di non mangiare quelli vietati. Da notare che sono ammessi nella dieta anche i prodotti pronti realizzati dalla Heart Healthy Pritikin Pantry, che consistono in varie salse, condimenti e prodotti alimentari già pronti e preparati con componenti alimentari che non fanno uso di sostanze controindicate.
In generale, l’apporto quotidiano di carboidrati presunto dalla dieta Pritikin è del 75-80%, mentre i grassi sono ridotti al 5-10% e le proteine intorno al 10-15%.
Assai rilevante, nel programma definito da Pritikin, è l’esercizio fisico giornaliero, parte imprescindibile del metodo. Il paziente cardiopatico è tenuto a camminare ogni giorno per almeno 45 minuti, dopodiché deve assoggettarsi allo svolgimento di un piano di allenamento regolare, studiato ad hoc per migliorare la circolazione del sangue e la capacità aerobica senza affaticare il muscolo cardiaco.
Secondo i sostenitori del regime dietetico Pritikin, l’applicazione di questo modello nutrizionale permette il controllo e la regressione di patologie come l’arteriosclerosi, il diabete e l’ipertensione. Su questa linea, medici e ricercatori che affermano la validità del sistema Pritikin ritengono di potere fornire prove scientifiche della sua efficacia e dei benefici oggettivamente riscontrabili recati all’organismo umano.
Molto più ampia invece la sfera dei critici. In generale la comunità degli studiosi di nutrizione reputa il metodo Pritikin pericolosamente sbilanciato a favore dei carboidrati contro una carenza esagerata di grassi e proteine. L’eccessivo apporto di carboidrati ha per effetto un aumento rischioso dell’insulina nel sangue derivante da un innalzamento abnorme della glicemia, che può sfociare in forme di diabete alimentare. Dall’altro canto, la carenza di proteine produce alla lunga danni considerevoli sul sistema muscolo-scheletrico, riducendo la qualità delle masse muscolari e favorendo l’osteoporosi, anche a causa della ridotta immissione di calcio tra i fattori nutritivi. Poi, l’eliminazione quasi totale dei grassi può comportare un assorbimento ridotto di numerose vitamine e determinare una carenza di acidi grassi omega-3, peraltro estremamente benefici per l’abbassamento del rischio di danni al sistema cardiocircolatorio. Infine, il piano nutrizionale sbilanciato genera una considerevole ipovitaminosi, per cui è assolutamente indispensabile la sua integrazione con vitamine A, D, E, K e del gruppo B, così come di ferro.
Dieta help!
(24/02/2012 - 20:02)
Ciao c'è qlc che sta facendo la chetogenica?aiuti,suggerimenti,proposte sono ben accetto!!
Ciao buona serata!
HELP
(08/02/2012 - 19:05)
ciao a tutti...
salve a tutti!
(20/01/2012 - 15:42)
una saluto a tutti voi di "Fitness People" da CAT Italia!!!
Prova
(09/01/2012 - 13:49)
We!!! Prova!
da oggi parto con la dieta zona!!!
(21/12/2011 - 18:51)