Dieta

La dieta macrobiotica - Caratteristiche e validità

Le caratteristiche, i fondamenti scientifici, i vantaggi e gli svantaggi della dieta macrobiotica.

Autore: Arianna Bernardini (Gio, 05/03/2009)

La dieta macrobiotica (vocabolo che deriva dall’unione delle parole greche 'makros' e 'bios', con il significato di 'vita lunga e ricca') è stata elaborata dal medico e umanista zen giapponese Nyioti Sakurazawa, più noto come George Ohsawa.

Piuttosto che essere semplicemente un regime alimentare finalizzato al dimagrimento, si tratta di un sistema nutrizionale che punta a portare l’organismo all’acquisizione di uno stato di benessere e di salute elevato. In questo senso la prassi di Ohsawa è piuttosto una vera e propria filosofia dell’alimentazione, che si radica nel pensiero buddista e negli insegnamenti dei monaci zen.

La disciplina alimentare macrobiotica ritrova nei cibi i principi che regolano l’universo secondo la filosofia zen: lo Yin e lo Yang, due energie opposte e complementari la cui commistione e interazione determina l’andamento del macrocosmo e del microcosmo. Un errato rapporto tra questi costituenti originari è la fonte di ogni malessere psichico e fisico, che può essere risolto innanzi tutto mediante un regime nutrizionale ispirato alla perfetta armonia delle sostanze introdotte nel’organismo.

Ciascun alimento viene catalogato in base alla sua parte Yin e a quella Yang, secondo il presupposto che lo Yin, acido, è l’umido unito al freddo mentre lo Yang, alcalino, è il secco unito al caldo. Sono cibi Yin per esempio il latte e i latticini, la frutta, il tè, le spezie, mentre sono Yang il sale, le carni, il pesce, le uova. Esistono anche alimenti che rappresentano una sintesi armoniosa delle due componenti, come per esempio i cereali, i legumi e i semi oleosi. Una corretta alimentazione si fonda sull’assunzione di sostanze nutritive che permettano di bilanciare correttamente Yin e Yang, per cui proprio cereali e legumi sono estremamente apprezzati nella dieta macrobiotica, grazie alla loro qualità di congiungere naturalmente i due principi primari.

Nella pratica quotidiana, i pasti di chi segue la dieta macrobiotica sono costituiti sostanzialmente da un 50% di cereali possibilmente integrali e provenienti da coltivazioni quanto più possibile biologiche, un 10% di proteine di origine animale (come carne e pesce), un 15% di proteine di origine vegetale (legumi) e un 25% di verdure e frutta.

In generale si devono assolutamente evitare gli alimenti di produzione industriale, mentre per le proteine animali si deve preferire il pesce alla carne (che va quanto più possibile evitata). Il sale da impiegare è quello marino non trattato, mentre gli zuccheri bianchi, i dolci e il miele devono essere banditi (è ammesso invece lo zucchero di canna, lo sciroppo d’acero o di riso), così come il latte, i latticini, il caffè, gli alcolici, le verdure surgelate e alcuni ortaggi come patate, melanzane e pomodori.

I cibi che non si assumono crudi vanno bolliti, cotti a vapore o al forno, fermo restando che la cottura tende a esaltare l’energia Yang e quindi va applicata in misura più frequente in inverno, minore in primavera e in autunno, minima in estate.

Durante il pasto i cibi vanno masticati almeno cinquanta volte prima di ingerirli.

L’acqua, dal momento che la maggior parte dei liquidi dovrebbe provenire direttamente dai cibi, è ridotta al minimo, e quando se ne sente il bisogno si deve bere solo a fine pasto.

I fautori della dieta macrobiotica sostengono che i benefici alla salute psichica e fisica che questo regime alimentare è in grado di offrire sono innumerevoli, tra cui la prevenzione del cancro e la riduzione del rischio di numerose patologie neurodegenerative e cardiovascolari. Inoltre è garantita la conquista di un perfetto equilibrio psicofisico e di un peso forma eccellente.

Se è vero che chi segue un’alimentazione macrobiotica, anche nella sua forma più morbida che risulta dall’adattamento alla cultura e alle abitudini occidentali, può effettivamente trovare un nuovo approccio all’universo della nutrizione, recuperando così un equilibrio che il mondo industrializzato contemporaneo ha perduto, è anche vero che la scienza medica non ha ancora trovato evidenze per cui seguire la dieta macrobiotica riduce effettivamente il rischio di tumori o di malattie neurodegenerative. Invece è vero che la quantità irrisoria di grassi saturi assunta con questo regime alimentare minimizza l’accumulo di colesterolo cattivo, l’arteriosclerosi e il rischio di ictus e infarti.

Dal punto di vista nutrizionistico, aderire in modo troppo rigido al regime macrobiotico può portare a delle carenze di vitamina B12, vitamina D, amminoacidi essenziali, ferro, calcio e zinco, che vanno opportunamente integrate.

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