Autore: Arianna Bernardini (Gio, 05/03/2009)
La dieta dissociata ha una storia che inizia nei primi decenni del ventesimo secolo. La sua prima formulazione si deve a William Howard Hay, che nel 1911 resi noti i risultati delle sue ricerche sul metabolismo, rilevando che l’ingestione contemporanea di sostanze alimentari differenti compromette la bontà della digestione rilasciando nell’organismo dei prodotti del metabolismo che non vengono smaltiti. Questi, oltre a portare all’aumento di peso, possono compromettere anche lo stato generale di salute dell’organismo. Nel 1951 Herbert Shelton aggiunse nuove evidenze alla validità dei risultati di Hay, alla luce di nuove scoperte scientifiche tra cui il ruolo degli enzimi nei processi digestivi.
Una delle osservazioni alla base di questo approccio è che nello stomaco la digestione delle proteine richiede un ambiente fortemente acido, mentre per i carboidrati è necessario un ambiente più alcalino. Assumendo insieme carboidrati e proteine lo stomaco non sarebbe in grado di creare le condizioni adatte alla metabolizzazione delle differenti sostanze, compromettendo il corretto svolgimento del processo digestivo.
Il principio base della dieta dissociata è quindi di distinguere l’assunzione degli alimenti, in modo da evitare di mangiare contemporaneamente cibi incompatibili. Attualmente ci sono numerose varianti di questo approccio dietetico, distinte per lo più in base alle differenti interazioni negative attribuite alle sostanze alimentari e alle modalità di assunzione.
In generale sono comuni a tutte le forme di dieta dissociata gli assunti per cui non si devono mangiare all’interno dello stesso pasto proteine e carboidrati, mentre le proteine dovrebbero essere associate quanto più possibile alle verdure.
La frutta non dovrebbe mai essere consumata al termine dei pasti, ma solo a stomaco vuoto, per evitare fermentazioni che ostacolano il corretto metabolismo generale. Inoltre è conveniente ridurre al minimo l’assunzione di zuccheri e derivati dal latte e per quanto riguarda i farinacei meglio sempre preferire i prodotti a base di farina integrale.
L’intervallo di tempo che deve separare pasti con alimenti diversi non dovrebbe mai essere inferiore alle 4 ore. In una variante più estrema, la cosiddetta dieta dissociata di Antoine elaborata nel 1968, è lecito consumare solo un tipo di alimento al giorno: per esempio il lunedì solamente pesce, il martedì verdure, il mercoledì latticini e così via.
In effetti oggi le prove scientifiche della validità della dieta dissociata sono alquanto controverse: la maggior parte degli alimenti esistenti in natura, infatti, contiene combinazioni di sostanze diverse che lo stomaco umano è in grado di trattare contemporaneamente. Per esempio i legumi sono composti sia da carboidrati (zuccheri e amidi) che da proteine e fibre.
A confutare radicalmente gli effetti sul dimagrimento attribuiti alla dieta dissociata è uno studio recente svolto da un team di ricercatori dell’Università di Ginevra capitanati da Alain Golay, che ha seguito per circa 45 giorni due gruppi di 30 persone affette da obesità. Il primo gruppo è stato sottoposto a una dieta bilanciata, mentre il secondo ha seguito una dieta dissociata, fermo restando che l’apporto calorico complessivo dei due regimi nutrizionali fosse lo stesso e che provenisse per il 45% da carboidrati e per il 30% da lipidi. Al termine del periodo di osservazione il gruppo che ha seguito la dieta bilanciata ha perso una media di 7,5 Kg, mentre l’altro gruppo solamente 6,2 Kg. Questa ricerca dimostra che in relazione al dimagrimento la dissociazione degli alimenti sembra non avere alcun ruolo effettivo.
Un’ulteriore fonte di critiche rivolte alla dieta dissociata deriva dalla considerazione degli aspetti percettivi e psicologici associati alla dieta. La separazione delle varie componenti alimentari in pasti separati produce effettivamente un’accelerazione del processo digestivo, ma questo scatena in modo più forte e insistente la sensazione di fame, che soprattutto nelle persone più golose può diventare uno stimolo irresistibile a rompere il rigore dietetico, pregiudicando così il regime nutrizionale e quindi il raggiungimento degli obiettivi.
La maggior parte dei metodi dimagranti più moderni tende invece a fornire dei pasti che producano un protratto senso di sazietà senza aumentare il quantitativo di calorie.
Dieta help!
(24/02/2012 - 20:02)
Ciao c'è qlc che sta facendo la chetogenica?aiuti,suggerimenti,proposte sono ben accetto!!
Ciao buona serata!
HELP
(08/02/2012 - 19:05)
ciao a tutti...
salve a tutti!
(20/01/2012 - 15:42)
una saluto a tutti voi di "Fitness People" da CAT Italia!!!
Prova
(09/01/2012 - 13:49)
We!!! Prova!
da oggi parto con la dieta zona!!!
(21/12/2011 - 18:51)